Curve contro società: quando il tifo diventa fanatismo

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Nei giorni precedenti all’inizio del campionato i tifosi del Napoli hanno disertato gli abbonamenti malgrado il gran lavoro di De Laurentiis che in pochi anni ha riportato la squadra dalla C alla Serie A fino a perdere lo scudetto per un solo punto.
Dopo la cessione di Strootman i tifosi della Roma hanno reagito male ed hanno appeso ieri sera uno striscione su un ponte con scritto “Onore al giocatore che la lupa rispetta… america’ la nostra maglia non è u$a e getta“. Eppure il patron Pallotta è probabilmente uno dei pochi cittadini degli Stati Uniti d’America che sta facendo bene in Italia e che ha portato la Roma ad alti livelli fino alla finale di Champions League sfiorata lo scorso anno.
Domenica ero allo Stadio Franchi a vedere Fiorentina – Chievo e sul risultato di 3-1 per i viola la Curva Fiesole ha iniziato a inneggiare contro i Della Valle, salvo poi essere contro-fischiati da tutto il resto dello stadio, in una situazione surreale, grottesca.
Ho documentato questo episodio nel mio nuovo sito dedicato proprio ai viola ForzaFiorentina.com nell’articolo Quando la curva Fiesole viene fischiata dal Franchi.
Eppure i Della Valle hanno preso i viola quando la squadra nemmeno si chiamava più Fiorentina e l’hanno riportata dalla C2 alla Serie A, hanno ambizioni importanti frenate solo dall’assenza del nuovo stadio e continuano a sostenere e sviluppare il progetto.
Per non parlare di una frangia degli ultras della Lazio che non vorrebbero vedere donne nelle prime file.
Insomma la domanda è: questo è tifo oppure è fanatismo?
Rispondete nel sondaggio sopra e lasciate un commento.

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3 commenti

  • Quando si fa qualcosa tanto per farla, senza usare la ragione, la questione diventa pericolosa. Ho sempre criticato il fanatismo, sia quello politico, che quello religioso e naturalmente anche quello sportivo. Ancora negli occhi ho la Coppa della Vergogna, finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico, ultras che si ammazzano fuori dallo stadio, ultras che parlano con i giocatori in campo e una finale che si è giocata con il morto.
    Se non si usa la ragione, se si continua a chiamare tifo quello che è solo fanatismo, allora si va verso il peggio. La critica va bene quando è civile e ha un senso, quando viene fatta tanto per essere fatta, è un gioco che non solo si può, ma si deve evitare.

  • Buongiorno Giulio, purtroppo, benché si siano fatti passo da gigante rispetto agli anni passati, si deve ammettere che lo stadio risulta essere ancora un posto non adatto alle famiglie, un posto dove i tifosi ospiti devono stare attenti a camminare con le sciarpette al collo ( spesso devono proprio nasconderle), un posto in cui spesso i cori vanno ben oltre lo sfottó ed un posto in cui (soprattutto in curva) non esistono regole civili… Forse sono diminuiti lo scontri fuori lo stadio, ma cé ancora moltissimo da fare per far si che lo stadio sia un posto in cui godersi un bellissimo sport… ciaoo

  • Purtroppo il calcio è diventato da anni il catalizzatore di un contesto sociale che galoppa verso il degrado. Poca cultura, poco senso civico, regole di convivenza civile che ormai si fanno fatica ad accettare ( prevale sempre l’ ” IO ” o non il ” NOI ” ), trovano sfogo nelle curve degli Ultras. E’ da molti anni che si parla sempre dello stesso argomento. Ricordo chi parlava della chiusura delle curve ( operazione inutile) : se chiudi lo stadio, questi facinorosi troverebbero sfogo da qualche altra parte. Il calcio è vittima di tutto questo in quanto sport popolare e di massa.

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