L’Italia (del calcio) sta tornando forte

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Mentre si continua a parlare di crisi, di politici che aumentano tasse e che sono incapaci a rilanciare il nostro Paese, c’è un’Italia che sorride ed è quella del calcio. Dalla Juventus alla Lazio abbiamo tante squadre che hanno alzato il loro livello di gioco.

Sebbene il processo di maturazione sia solo all’inizio è senza ombra di dubbio evidente che le squadre italiane stanno tornando ad essere altamente competitive.

Vedendo le partite di Serie A e di Champions League possiamo vedere come ci sia una Juventus che continua a fare bene sia in Italia che all’estero ed è il punto di riferimento nazionale. Già mi immagino che qualcuno oserà dire in maniera anacronistica che non sta facendo bene all’estero, ma lo può dire solo un fanatico che evidentemente non riesce a guardare oltre il suo naso: la Juventus nelle ultime quattro stagioni nel maggior campionato europeo ha fatto due finali.

Da quest’anno è tornata grande anche l’Inter, ieri con il Barcellona ha dominato nel primo tempo, ma non ha saputo raddoppiare e si è fatta poi rimontare nella seconda frazione di gara. Rimane il fatto che Antonio Conte e la nuova dirigenza nerazzurra hanno lavorato bene, puntando su una squadra composta da molti italiani. Tra titolari e panchina nell’ultima partita con la Sampdoria c’erano 10 italiani e in Champions League, dove la rosa deve essere più corta, ben 9 italiani. Si tratta di una rivoluzione importante che potrà giovare al calcio italiano e alla nostra Nazionale.

Il Napoli di Ancelotti non mi piace, ma la colpa non è sua, era difficile fare bene dopo che Sarri già aveva fatto il massimo. Il tecnico toscano aveva portato la squadra partenopea ai massimi livelli e solo una Juventus stratosferica, con fatica, è riuscita a tenere duro e a batterli. Ora a Napoli si sta riprendendo il fiato, in Serie A è partita malissimo, 2 sconfitte su 6 partite non sono da squadra che lotta per il titolo, come si non lo sono i 10 goal subiti e una una difesa così perforata uguale a Torino (ottava in classifica) e Fiorentina (decima). C’è però un top player a Napoli che si chiama Aurelio De Laurentiis e un goal è già stato messo a segno con l’aiuto delle istituzioni pubbliche: il nuovo stadio. In realtà parlare di nuovo stadio non è corretto in quanto si tratta di un restyling, ma si è trasformato il “cesso” (cit. De Laurentiis) in un bel soggiorno che può ospitare ogni settimana migliaia di tifosi azzurri. Lavorare sull’accoglienza e la sicurezza dello stadio permette di vivere il calcio in maniera migliore, quindi anche se questo rischia di diventare un anno di passaggio per la squadra azzurra, faccio i complimenti alla sua dirigenza e anche alle istituzioni pubbliche per aver cambiato una tendenza negativa che era iniziata da subito dopo i Mondiali del 1990. Ci sono voluti 30 anni per migliorare la Napoli sportiva e questa medaglia va data a Napoli stessa.

L’Atalanta è forte, in Champions League ha perso una partita già vinta e quella è tutta esperienza. Come avevo immaginato la squadra sta avendo difficoltà a gestire il doppio appuntamento campionato/coppa ed è per questo motivo che quando ho fatto l’analisi per chi avrebbe vinto lo scudetto avevo detto che non ci sarebbe riuscita la squadra di Bergamo e che anzi avrebbe avuto paradossalmente più chance di vincere il titolo europeo. Avevo consigliato di puntare solo ed esclusivamente sulla coppa, perché sarà difficile ripetere a stretto giro questa esperienza europea, ora però dopo due sconfitte si fa dura. Ci spero ancora, da italiano e da sportivo, vorrei vedere quantomeno l’Atalanta negli ottavi e da lì poi potrebbe essere la variabile impazzita della Champions League. Rimane il fatto che anche a Bergamo stanno facendo bene ed hanno permesso di aggiungere un’altra squadra di alto livello al campionato italiano, unica pecca è la presenza di troppi giocatori tricolore ed è un peccato se si considera che gli osservatori dell’Atalanta sono tra i migliori al mondo.

La Roma ha il solito problema storico, il suo tifo. Quando le cose vanno bene l’onda giallorossa è irrefrenabile, ma quando le cose stentano il tifo si mangia la squadra. Una situazione simile c’è anche a Napoli e Firenze, ma lì ci sono ora due conduttori che sanno tenere a bada il proprio esercito, De Laurentiis e Commisso. Sono loro i leader e i punti di riferimento, sono loro che confortano i tifosi dopo una sconfitta. A Roma invece Pallotta non si vede, manca un leader, i tifosi lo avevano trovato in Totti, ma ora che “da quando Baggio non gioca più, non è più domenica”.

Siamo solo all’inizio, ma l’Italia del calcio sta tornando forte. Quando inizierà anche il resto del Paese a rialzarsi?

4 commenti

  • Buongiorno, anch’io ritengo che il calcio italiano ha alzato l’asticella, cosa che mi fa molto piacere, però la strada è ancora lunga e in salita, bisogna insistere sugli stadi e sui giocatori italiani per rivedere campionati di altissimo livello, come eravamo abituati.

  • Sono e rimango del parere che per migliorare oltre i confini nazionali bisogna migliorare la qualità del nostro campionato. Lo testimonia la scorsa Champions League ed Europa League con 4 squadre inglesi a contendersi le due maggiori competizioni europee per club. Essere abituati a giocare con una certa intensità e con certi ritmi è difficile ma non riesco a capire perchè in Inghilterra le partite durano 90 minuti più recupero mentre in Italia ci sono squadre che rifiutano a giocare al calcio accontentandosi del punticino. Saluti e buona giornata.

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