Quanti italiani dovrebbero giocare in ogni squadra di Serie A?

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Nessuna novità, in Nazionale si piange perché mancano giocatori, sono anni che dico che bisogna cambiare le regole e mettere un numero minimo di italiani in campo in Serie A. Tutto è iniziato con la sentenza Bosman che fede diventare “italiani” i giocatori europei, ma quelli erano altri tempi, era il momento in cui si voleva spingere su un progetto europeo a livello politico e far diventare l’Italia solo una ragione di quelli che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti d’Europa sulla falsa riga degli USA. Abbiamo poi visto che negli USA la vita è molto peggiore di quella in Italia, abbiamo visto che l’Europa non è poi bella così come si potesse credere e ora il calcio è diventato solo un miscuglio di giocatori di tutte le nazionalità.
Una volta c’era un limite di stranieri in campo, mi ricordo quando il limite era di tre (esattamente tre al massimo tra europei e extracomunitari) e in quegli anni le squadre italiane vincevano tanto in Europa. Andate ad esempio a vedere il Milan di Sacchi: Baresi, Maldini, Tassotti, Costacurta, Ancelotti, Donadoni, Rijkaard, Gullit e Van Basten.
A venirne meno è la nostra identità nazionale e questo si riflette ancor di più nell’Italia del calcio dove addirittura sono convocati giocatori che non hanno nemmeno un minuto di Serie A. Ai miei tempi una cosa del genere non sarebbe mai successa, in Serie A ci giocavano solo i più forti, quelli che sapevano usare sempre entrambi i piedi, quelli che erano sopra tutti gli altri. E in Nazionale chi giocava? Giocavano quelli che in Serie A erano più forti. Insomma c’era tanta qualità data anche dal fatto che c’era quantità per scegliere.
A questo punto nel 2018, quasi 2019, con un’Europa che è stato un grande bluff, ha ancora senso considerare un giocatore svedese come se fosse italiano? Ha ancora senso non mettere limiti agli stranieri europei?
Se proprio non si vuole mettere un limite sugli stranieri europei allora invertiamo la cosa è stabiliamo due paletti:
1) Numero minimo di italiani nella rosa
2) Numero minimo di italiani nella squadra titolare

Ad esempio si potrebbe avere che sia nella rosa che nella squadra titolare ci siano almeno 50%+1 di giocatori italiani, quindi se la rosa è di 25 giocatori almeno 13 italiani e in Serie A, per ogni partita, devono scendere in campo almeno 6 italiani.
Oppure vogliamo rimanere a trattare gli italiani come se fossero gli stranieri del calcio di un tempo?

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11 commenti

  • Credo che la soluzione migliore sia tornare ai tre stranieri massimo in campo, dove per stranieri intendo sia europei che extracomunitari. Uno calciatore svedese e un nigeriano per me sono la stessa, nessun razzismo. Li metto sullo stesso livello, sono entrambi stranieri.
    Il primo passo però può essere proprio quello di applicare la logica del 50% + 1 sia nella rosa, sia negli italiani in campo.
    In questo modo il bacino da cui attingere sarà molto più ampio e l’Italia tornerà ad essere grande nel calcio. Non solo, avere un industria del calcio più italiana avrebbe degli enormi benefici in tutto ciò che è l’indotto, girerebbero molto più soldi in Italia invece che comprare giocatori sconosciuti sparsi per il mondo.

  • Buongiorno a tutti! Giulio, anche questa volta sono d’accordo con te. Mi accontenterei di avere anche ninimo 4 italiani in campo; considerato che alcune squadre a volte giocano con 11 stranieri, lo considererei comunque un successo!

  • Ciao. Ricordo benissimo i tempi del Milan di Sacchi , e non solo. Per non parlare della Coppa Uefa: dall’edizione 1988-89 al 1998-99, le squadre italiane vinsero il trofeo 8 volte, e 3 finali con 2 squadre italiane in campo. Sono d’accordissimo per mettere 3-4 stranieri al massimo in campo.
    Manca da parte delle società la voglia di investire sui vivai; credo sia per loro molto più conveniente effettuare operazioni speculative con i giocatori stranieri. Se poi vogliamo prendere in esame l’Euro-centrismo degli ultimi anni, la frittata è fatta: per una certa parte dell’opinione pubblica, se proclami la voglia e la necessità di una maggiore identità nazionale, ti becchi subito del populista-razzista-beota……

  • Credo che, mantenendo fermo il principio della libera circolazione dei lavoratori, sia possibile legalmente, e necessario sportivamente, introdurre un numero minimo di italiani in rosa e in campo, in maniera graduale, partendo magari da un minimo di 10 in rosa e 4 in campo, fino ad arrivare nel corso di 3 anni ad un minimo di 13 (su 25) in rosa e ad un minimo di 6 in campo. Il motivo è l’identità nazionale, che non significa essere razzista o conservatore, ma potersi riconoscere e confrontare, nel massimo rispetto delle diversità

  • Buongiorno a tutti, Giulio sono d’accordo in pieno sulla tua teoria della serie A ma andrebbe anche fatto un lavoro molto più ampio nelle squadre primavera visto che anche lì giocano più stranieri che italiani.

  • Buonasera a tutti.
    Anch’io pienamente d’accordo, sarebbe troppo bello tornare a tre stranieri, ma visto che attualmente la vedo troppo difficile,sarebbe già un gran successo la tua proposta del 50% più 1,e come già scritto da Pajeco79 il lavoro dovrebbe più ampio comprendendo anche le squadre primavera.

  • Da quel che so ci sono delle regolamentazioni che alcuni giocatori devono esser stati cresciuti in un vivaio italiano, ma non per forza devono avere la nazionalità italiana. Secondo me è giusto quello che dici, ma è troppo limitativo il limite di 3 giocatori stranieri. So che ci sono delle regolamentazioni per gli extracomunitari, ma la regola per i giocatori europei dovrebbe essere più leggera..

    Secondo me un massimo di 2 extracomunitari e 5 stranieri (inclusi gli extracomunitari) sarebbe giusto. Gli stranieri andrebbero presi solo se sono veramente forti / indispensabili per la squadra.

  • Buonasera,
    Sono d’accordo con te Giulio, appena letto il titolo mi sono subito venuti in mente i tre olandesi del Milan che poi hai menzionato nell’articolo. Sono d’accordo anche sul 50% + 1 stranieri in rosa e in squadra per poi tornare ancora ai tre stranieri italiani (purosangue).
    Niente razzismo, ma solo forza Italia.

  • Io credo che imporre così dal nulla non serva a nulla, un po’ come le quote rosa. E’ giusto un ragionamento meritocratico: se gli italiani sono meno forti di qualche straniero perchè un club – che è un’industria che fattura- deve per forza di cose vedersi danneggiata? Penso che il problema nasca dal basso, dove già dai bambini le piccole società non hanno incentivi e motivazioni per crescere piccoli campioncini. Nella mia realtà di 30.000 abitanti si cercano solo giovani per tappare i posti indicati dal regolamento sull’utilizzo degli under e poi quando non servono più si scaricano senza nemmeno un grazie. Bisognerebbe partire da li ma poche società importanti hanno voglia e pazienza per allestire dei bei vivai.

  • Buongiorno a tutti,
    Anche io sono d’accordo su questo argomento, è ora di fermare questa assurda corsa a tentare di trovare talenti (da rivendere al miglior offerente) in altri paesi… Abbiamo una delle scuole calcio migliori al mondo, anzi oserei dire la migliore al mondo.
    Credo che ci sia la necessità di cambiare i meccanismi non solo delle prime squadre, ma di tutto il settore giovanile… Comunque io proporrei un cambio graduale, ipotizzando una rosa di 25 giocatori, per il primo anno minimo 8 (30%) italiani in rosa, di cui 3 titolari; ogni anno si aumentano le percentuali fino ad arrivare nel giro di 4/5 anni ad avere rose e formazioni titolari composte dal 75/80% di giocatori italiani…

Di Giulio Giorgetti

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