Roma – Napoli: non ci sono stati cori razzisti

R

Sabato 2 novembre 2019, allo Stadio Olimpico ho visto una partita divertente tra Roma e Napoli che ha regalato molte emozioni, peccato però che ad un certo punto la partita è stata strumentalizzata per motivi politici.

La partita è stata sospesa due volte per presunti cori razzisti e vi assicuro che ero in tribuna e si è sentito nulla. La decisione di sospendere la partita mi è sembrata più una decisione politica che, invece di sedare gli animi, ha prodotto l’effetto contrario: ha stimolato violenza.

Su 35.000 persone allo stadio se ce ne saranno state 100 che forse hanno fatto cori razzisti allora che si prendano e si portino fuori, iniziando magari da una decina a caso. Quindi perché rompere l’anima agli altri 34.900 persone che hanno pagato il biglietto magari di 100 euro per vedere il match?

Quando per due volte c’è stato l’annuncio che la partita stava per essere sospesa (il messaggio volutamente era minaccioso e sembrava che da un momento all’altro la partita sarebbe stata annullata) la gente in tribuna ha iniziato ad innervosirsi e ad essere aggressiva sia nei confronti della curva, che di fatto era innocente perché di cori razzisti non se ne sentiti, sia nei confronti dell’arbitro, sia delle istituzioni.

Un nervosismo e un’aggressività che fino all’annuncio dello speaker dello stadio non c’erano; la partita era divertente, tante emozioni, ma il tutto fatto con il sorriso e la gioia di stare allo stadio.

Quel clima di terrore portato dalla Lega Serie A e e FIGC non serve, produce l’effetto contrario.

Chi ha fatto il militare sa che c’era un’usanza: se nel plotone qualcuno aveva commesso un errore e non si conosceva il colpevole si punivano tutti i 30 soldati. Quel tipo di atteggiamento serviva però anche per creare squadra, quindi rinvigoriva il gruppo. Se parliamo però di una proporzione 100 contro 34.900 allora stiamo parlando di altro. Stiamo parlando di creare un problema dove il problema non c’è.

Se si vogliono punire i pochi, si prendano i pochi e si lascino in pace i molti.
A Roma – Napoli non ci sono stati cori razzisti.

Se si voleva prendere Roma – Napoli come partita “esempio” per creare un precedente, hanno sbagliato match. In generale la La Serie A e la FIGC hanno sbagliato approccio, il razzismo si combatte con la cultura e con l’azione, prendendo le singole persone, non punendo la massa.

Come al Santiago Bernabéu di Madrid sono stato testimone di come la polizia spagnola prenda i singoli tifosi sospettati di avere cannabis e li portano via, uno ad uno, in pieno ordine, senza nessuna interruzione di partita.

Bene, la stessa cosa dovrebbero farla negli stadi italiani, così oltre a portare via chi prova a far cori razzisti potrebbero portare via anche anche a chi possiede cannabis. Una doppia pulizia che farebbe solo bene, il tutto nella calma, controllo e senza dover minacciare un intero stadio con dei messaggi impropri.

5 commenti

  • Non ero allo stadio e non ho visto nemmeno la partita. Se chi è stato allo stadio dice che i cori non ci sono stati allora bisogna pensare che questa è pura strumentalizzazione di un fenomeno che seppur esistente viene combattuto poco e male. Un poco come la responsabilità oggettiva per i club per disordini commessi dalle tifoserie, che pone i club in ostaggio di facinorosi. Da anni dico che i posti numerati e lo scioglimento dei gruppi di tifo “organizzato” deve essere la base per iniziare. E che la prima pulizia va fatta all’esterno dello stadio e non dentro, chi va allo stadio per obiettivi diversi da quello di vedere una partita di calcio, va lasciato fuori dai cancelli. Saluti.

  • Buongiorno Giulio, hai perfettamente ragione. Se eri presente e non hai sentito nulla, si tratta solo di strumentalizzazione politica, che in questo caso è solo controproducente.
    Bisogna individuare e punire i pochi senza troppo clamore e non fare di tutt’erba un fascio.

  • La Federazione dovrebbe colpire a prescindere dalla gara. La verità è che nessuno avrebbe il coraggio di sospendere definitivamente la gara (che poi sarebbe di competenza della Questura e non dell’arbitro) proprio per le ragioni di ordine pubbliche da te sintetizzate. A mio giudizio dovrebbero essere più severe le sanzioni, se vengono registrati cori razzisti una bella squalifica del campo fino anche a 3 gg. nei casi di recidiva. Applicata una volta la regola poi tutti si adegueranno… Il problema è che sull’argomento tanto si parla ma nulla si fa per prevenire e quindi queste sono le conseguenze. Al momento solo in Italia si vedono queste cose così come al VAR ieri è stata evidente la simulazioni di Izzo e quella successiva i Belotti per strappare un cartellino (semmai anche rosso). Credo sia una questione di cultura sportiva che in Italia ahimè manca !!! Buona Domenica Giulio

  • Secondo me invece i cori razzisti c’erano e sono stati rivolti a Koulibaly come è successo altre volte, l’ arbitro ha sbagliato a non sospendere la partita definitivamente altro che 2 minuti…anche la strumentalizzazione c’è di sicuro come ogni volta che si ascolta la TV o si leggono i giornali, di certo anche se fossero stati in pochi dalla curva sarebbe bene cominciare a fare come all’ estero nella selezione delle entrate altrimenti se non riesce si dovrebbero chiudere gli stadi…

Commenti recenti

Articoli recenti

Archivi

Categorie

Altri siti