Sono giornalisti o ragazzini acchiappaclic?

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Sono autore di contenuti da tantissimi anni e sono in grado di distinguere un vero giornalista, che cerca la notizia e fa buona informazione, da chi invece si può definire un fanfarone acchiappaclic.

Mi riferisco al fatto che, non tanto le testate storiche sportive più blasonate, ma queste nuove realtà nate con l’era digitale sono composte spesso da ragazzini che hanno come unico obiettivo rubare clic agli utenti con notizie fasulle o rubate da altri.

Le solite notizie false, o fake news, che servono solo per accaparrarsi traffico. Succede con tutte le squadre, dalla Juventus al Tor De Cenci, passando per la Roma e la Fiorentina.

Divertente vedere come una stessa testata possa pubblicare nel giro di un’ora tre notizie completamente differenti: arriva l’allenatore X, arriva l’allenatore Y, il presidente vuole lasciare la squadra.

Come si fanno ad avere tre notizie differenti, incompatibili tra loro, nel giro di poco tempo?

Semplice, nella corsa continua ad accaparrarsi il traffico web, la cosa che conta non è la verità, ma acchiappare clic.

In questa logica i direttori di testate magari anche con molto traffico, ma che di sicuro evito di leggere proprio per il loro modo di fare, lasciano che ragazzini magari nemmeno stipendiati scrivano quello che gli pare e senza nessun controllo.

Mi è capitato di vedere che il mondo dell’informazione sportiva è fatta di questi ragazzini, inesperti, con tanta voglia di fare, ma senza nessuna guida autorevole dietro di loro.

Sono abbandonati a loro stessi.

Un caso emblematico è un mio conoscente che senza lavoro e con l’aspirazione a diventare un giornalista ha scritto per mesi per sito web che si occupava di notizie di calcio e calciomercato, il tutto naturalmente gratis.

Il meccanismo è semplice: il direttore promette a questi giovani vogliosi di fare bene il patentino da giornalista pubblicista e nel frattempo se ne approfittano senza garantire a loro nessun diritto.

Ho visto questa persona per mesi creare 12-14 articoli al giorno, ripeto al giorno! Una persona che scriveva da casa, senza stare sul campo, cercando notizie in giro per la rete, rivestendole e poi ripubblicandole come se fossero originali.

Qualità scarsa dei contenuti a fronte di nessun reddito.

Lo schifo, nello schifo.

Prima di tutto è eticamente sbagliato produrre contenuti senza cercare sul campo la notizia, fare il copia e incolla è qualcosa che dovrebbe essere bandito da Internet.

Capisco che è un problema il copia e incolla, io stesso ho fatto causa a più persone che hanno provato a rubare i miei contenuti, naturalmente vincendo.

Rubare è proprio la parola giusta: sono dei ladri coloro che fanno passare per loro notizie, contenuti di altri.

In questo modo il web si è riempito di tante notizie copiate e incollate, tutta informazione di scarso livello.

Questo però non fa traffico. Ed ecco qui che arrivano i ragazzini, ma non solo loro, che fungono da fanfaroni acchiappaclic. Come risolvono il problema? Inventando notizie: dicendo e non dicendo? Facendo titoli clickbait quindi per l’appunto acchiappaclic.

In questo modo oltre ai 12-14 articoli al giorno dello stesso autore escono fuori altri articoli fatti da persone come lui e diventa tanto rumore per nulla; tante fake news.

Come risolvere questo problema? Beh prima di tutto servirebbe una bella indagine delle forze di polizia ad andare a controllare che questi autori siano in regola: come è possibile che ci siano tutti questi ragazzini che lavorano gratis o al massimo con un rimborso spese di 100 o 200 euro?

Badate bene che lavorano tutti i giorni, sabato e domenica inclusi, anzi è proprio il weekend nell’ambito sportivo il momento con più interesse e quindi più traffico, senza pause, senza diritti e con una promessa a parole di un possibile patentino.

Serve poi una seria regolamentazione da parte della categoria dei giornalisti: il direttore di una testata che non fa bene il suo lavoro dovrebbe essere radiato dall’albo. Senza se e senza ma.

Se invece siete degli utenti come me, evitate di seguire questi siti acchiappaclic, se vedete che escono i loro articoli semplicemente ignorateli e iniziate a fare una selezione di pochi siti, ma realmente importanti.

Molto spesso è meglio leggere una notizia su Ansa.it e Agi.it piuttosto che farsi fregare tempo prezioso della propria vita per leggere la notiziola che un ragazzino senza nessuna qualifica ha scritto solo per rubarvi il vostro clic.

Aggiungo che purtroppo, in un mondo digitale che va dieci volte più veloce di quello offline, hanno iniziato a fare notizie clickbait anche giornalisti che una volta erano autorevoli; ora scartati da una testata all’altra, cercano magari su Twitter di aver un nuovo rilancio, ma per farlo sono costretti a fare spettacolo come il peggiore dei comici, piuttosto che fare una sana informazione.

La domanda del giorno è: non siete stufi di questi siti acchiappaclic?

6 commenti

  • Spero di aver aiutato a capire come sta girando il mondo dell’informazione sportiva, e non solo, anche in politica succede qualcosa di molto simile. Il problema principale lo vedo comunque su siti di calcio e calciomercato dove probabilmente la materia è ritenuta meno importante e quindi ognuno può dire la sua, sentendosi libero di inventare o rubare notizie da altri.
    Dite la vostra rispondendo alla domanda non siete stufi di questi siti acchiappaclic?

    • Sono d’accordo ormai non si può leggere neanche più un articolo di una previsione meteo. È un problema importante che purtroppo, come hai detto tu, non riguarda solo il calcio ma un po’ tutto il mondo delle webnews per cose anche molto importanti. Siamo nell’era dove anche i nostri governanti fanno dichiarazioni solo per “acchiappare” voti. Per il web bisognerebbe istituire un ente di controllo, ma penso che siamo ancora lontani per certe soluzioni.

  • Buongiorno, si sono d’accordo, ci vorrebbe un controllo e eliminare tutte le distorsioni che sono tante e purtroppo non solo in ambito sportivo

  • Secondo me è tutto alimentato da chi paga per accumulare click. Fermare i soldi significa fermare questo tipo di disinformazione. Ovviamente chi lucra da questo traffico internet trova sempre giovani che per fare esperienza sono disponibili ad offrire il loro tempo gratis. Quello che ne esce fuori è la falsa informazione.

  • temo che andrà sempre peggio in questo campo, con il pericolo di essere sempre più manipolati anche nelle opinioni politiche, appunto l’unica difesa è saper selezionare le fonti.

  • Purtroppo l’era del web ha portato, oltre ad un’infinità di cose positive, altrettante cose negative come questa. L’informazione deve avere un organo di controllo, che veglia sulla corretta gestione della cosa. Non si può pensare di lasciare piena libertà ad un settore troppo delicato come questo. Io personalmente ho spento tutto quello che penso mi possa condizionare a livello di informazione, anche al di fuori dello sport. Non se ne può più…

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